1. Definire innanzitutto l’attività che si svolgerà al tavolo
La prima domanda non dovrebbe essere “quale tavolo ci piace?”, ma “che cosa dovranno fare le persone intorno a questo tavolo?”.
Una postazione destinata alla lettura di quotidiani richiede caratteristiche diverse da una postazione per lo studio universitario. Allo stesso modo, un tavolo per i laboratori dei bambini non può essere valutato con gli stessi criteri di un tavolo destinato alla consultazione di libri di grande formato.
Prima di scegliere il modello è quindi utile individuare le principali attività:
- lettura e consultazione;
- studio individuale;
- utilizzo di notebook e dispositivi elettronici;
- lavoro di gruppo;
- attività didattiche e laboratori;
- incontri, corsi ed eventi;
- consultazione di mappe, quotidiani o volumi di grande formato;
- coworking e studio prolungato;
- attività in piedi o con alternanza tra posizione seduta ed eretta.
Nella stessa biblioteca possono convivere tavoli differenti. Cercare di rispondere a tutte le esigenze con un solo modello può sembrare più semplice, ma spesso porta a spazi poco caratterizzati e meno funzionali.
2. Scegliere la forma in funzione delle attività e delle relazioni
La forma del tavolo influenza il modo in cui le persone utilizzano lo spazio e interagiscono tra loro.
Tavoli rettangolari
Sono la soluzione più comune nelle sale lettura e nelle aree studio. Permettono di organizzare postazioni singole o contrapposte, sfruttano bene gli ambienti lineari e possono essere affiancati per ottenere superfici più grandi.
Sono particolarmente indicati per:
- studio individuale;
- consultazione;
- sale lettura;
- postazioni con notebook;
- riunioni e formazione;
- utilizzo di libri e documenti di grandi dimensioni.
Nei tavoli molto lunghi è importante evitare che la presenza di gambe, traverse o sistemi di elettrificazione riduca lo spazio disponibile per le persone.
Tavoli quadrati
Favoriscono la conversazione tra piccoli gruppi e possono essere accostati per creare configurazioni più ampie. Sono adatti alle aree ragazzi, ai laboratori e agli spazi nei quali è necessario modificare frequentemente la disposizione. Un tavolo da 80 × 80 cm è indicativamente adatto a due persone con un buon livello di comfort o a quattro persone per attività brevi e poco ingombranti. Se ogni utente deve utilizzare contemporaneamente libri, quaderni e notebook, è preferibile prevedere superfici maggiori.
Tavoli rotondi
Creano un rapporto più paritario tra le persone, perché non definiscono un capotavola e favoriscono la comunicazione visiva. Sono particolarmente efficaci nelle aree bambini, negli spazi informali, nei gruppi di lettura e nelle attività collaborative. Richiedono però una valutazione attenta degli ingombri: a parità di posti occupano generalmente più spazio rispetto a una soluzione rettangolare e risultano più difficili da accostare alle pareti o combinare con altri tavoli.
Tavoli esagonali e sagomati
Sono adatti ad attività partecipative, laboratori e cooperative learning. Possono essere utilizzati singolarmente oppure aggregati per creare isole di lavoro. Il loro principale vantaggio è la flessibilità compositiva. È però necessario verificare che la geometria del piano non produca porzioni difficili da utilizzare o riduca eccessivamente lo spazio personale.
Tavoli modulari e componibili
I tavoli modulari permettono di creare configurazioni differenti utilizzando gli stessi elementi: file lineari, isole, tavoli riunione, composizioni aperte o gruppi di lavoro. Sono particolarmente utili nelle biblioteche contemporanee, dove una sala può ospitare al mattino lo studio individuale e nel pomeriggio un laboratorio, un corso o una presentazione.
La modularità non dipende soltanto dalla forma del piano. È importante verificare:
- semplicità di accostamento;
- stabilità delle composizioni;
- assenza di dislivelli tra i piani;
- compatibilità tra gambe e sedute;
- facilità di separazione degli elementi;
- possibilità di aggiungere nuovi moduli in futuro;
- corretta gestione dei cavi anche quando cambia la configurazione.
3. Calcolare quanto spazio serve realmente a ogni persona
Il numero teorico di sedute non coincide sempre con il numero di postazioni realmente utilizzabili.
Per una postazione di lettura o studio è opportuno considerare indicativamente almeno 70-80 cm di fronte tavolo per ogni persona. Quando l’attività richiede libri, quaderni, notebook e altri materiali contemporaneamente, può essere utile arrivare a 90-100 cm.
Questi valori non costituiscono una misura universale o una prescrizione normativa: sono riferimenti progettuali da verificare in relazione al tipo di attività, agli utenti e alla struttura del tavolo.
Anche la profondità è importante:
- circa 60 cm possono essere sufficienti per un utilizzo breve o per un tavolo monoposto compatto;
- 70-80 cm offrono maggiore comfort per studio e consultazione;
- 90-100 cm sono preferibili nei tavoli contrapposti, soprattutto quando sono utilizzati notebook, libri e prese integrate.
Non bisogna considerare soltanto il piano. Una persona seduta occupa anche lo spazio necessario per la sedia e per arretrare prima di alzarsi. Dietro la seduta deve rimanere una fascia di passaggio adeguata, più ampia nei percorsi principali e nelle aree accessibili.
Come orientamento preliminare si possono prevedere:
- circa 90 cm dietro la seduta quando non è presente un passaggio frequente;
- almeno 120 cm nei percorsi principali;
- circa 150 cm nei punti nei quali devono essere consentiti una rotazione agevole o l’incrocio tra utenti, comprese persone che utilizzano una carrozzina.
Le dimensioni definitive devono comunque essere verificate dal progettista sulla base della normativa applicabile, dei flussi, delle vie di esodo e delle caratteristiche dell’edificio.
4. Valutare le dimensioni più comuni dei tavoli
Le misure cambiano in base al produttore e possono spesso essere personalizzate. Tra le dimensioni più diffuse si incontrano:
| Dimensione indicativa | Utilizzo prevalente |
|---|
| 80 × 80 cm | Due postazioni comode o piccolo gruppo |
| 120 × 80 cm | Una postazione ampia o due postazioni affiancate |
| 140 × 80 cm | Due postazioni studio |
| 160 × 80 cm | Due postazioni ampie |
| 180 × 80 cm | Due postazioni molto ampie o tre compatte |
| 200 × 100 cm | Quattro postazioni contrapposte |
| Ø 90-100 cm | Piccolo gruppo, area bambini o lettura informale |
| Ø 120 cm | Quattro persone con buon livello di interazione |
Le misure non devono essere scelte soltanto in base al numero delle sedie. Occorre verificare dove si trovano le gambe, se sono presenti traverse, canaline, prese e altri elementi che potrebbero interferire con le ginocchia o ridurre la superficie realmente disponibile.
Per la consultazione di atlanti, mappe, quotidiani o volumi di grande formato possono essere necessari tavoli più profondi e piani completamente liberi.
5. Decidere se il tavolo deve essere fisso, su ruote o riconfigurabile
Una biblioteca non è più soltanto una sala silenziosa con arredi immobili. Sempre più spesso ospita corsi, laboratori, presentazioni, attività per bambini, incontri con gli autori e servizi di co-working.
Quando scegliere un tavolo fisso
Il tavolo fisso è indicato quando la destinazione dello spazio è stabile e la priorità è ottenere la massima solidità. È una soluzione adatta alle sale studio permanenti, alle postazioni di consultazione e alle aree nelle quali gli arredi vengono spostati raramente.
Quando scegliere un tavolo su ruote
I tavoli su ruote permettono di riconfigurare la sala in tempi rapidi e con minore sforzo. Sono indicati per ambienti polifunzionali, sale formazione, laboratori e spazi destinati a eventi.
Le ruote dovrebbero essere:
- adeguate al peso del tavolo;
- scorrevoli e silenziose;
- compatibili con la pavimentazione;
- dotate di freno, almeno sugli elementi necessari a impedire movimenti involontari;
- facilmente ispezionabili e sostituibili.
È importante verificare la stabilità del tavolo con le ruote bloccate. La mobilità non deve tradursi in oscillazioni durante la scrittura o l’utilizzo di un computer.
Tavoli pieghevoli o ribaltabili
Le versioni pieghevoli o con piano ribaltabile consentono di liberare rapidamente lo spazio e ridurre l’ingombro durante lo stoccaggio. Sono particolarmente utili quando la sala viene trasformata frequentemente. Prima dell’acquisto è opportuno controllare la semplicità del meccanismo, la presenza di sistemi contro le chiusure accidentali e lo spazio necessario per conservare i tavoli non utilizzati.
6. Integrare prese elettriche, USB e gestione dei cavi
Nelle biblioteche contemporanee il tavolo non ospita più soltanto il libro. Notebook, tablet e smartphone accompagnano ormai gran parte delle attività di studio, ricerca e consultazione.
Per questo può essere utile prevedere:
- prese elettriche;
- prese USB-A;
- porte USB-C Power Delivery;
- punti dati, se richiesti dal progetto;
- passacavi;
- canaline sottopiano;
- vani ispezionabili;
- sistemi che separino e proteggano i cablaggi.
La posizione delle prese deve essere studiata prima di definire il layout. Una presa collocata al centro del piano può essere comoda per gli utenti contrapposti, ma deve lasciare sufficiente superficie di lavoro. Le prese laterali possono invece risultare più accessibili nei tavoli singoli o affiancati.
È importante valutare anche come l’alimentazione raggiungerà il tavolo. Nei tavoli mobili il cavo non deve attraversare le vie di passaggio o diventare un ostacolo. Pavimenti sopraelevati, torrette, punti di alimentazione a soffitto o batterie integrate richiedono scelte progettuali differenti.
Il catalogo contempla scrivanie e tavoli predisponibili con passacavi e canaline per mantenere i cablaggi ordinati: la configurazione effettiva deve però essere definita in fase di progetto e verificata nella scheda tecnica del prodotto scelto.
7. Scegliere l’altezza pensando a ergonomia e inclusività
La maggior parte dei tavoli da lettura presenta un’altezza indicativa intorno a 72-75 cm. Questo valore, da solo, non garantisce però che la postazione sia adatta a tutti.
È necessario verificare:
- altezza libera sotto il piano;
- larghezza e profondità dello spazio per le gambe;
- posizione di traverse, cassetti e canaline;
- possibilità di accostamento frontale;
- compatibilità con le sedute;
- accessibilità per le persone che utilizzano una carrozzina.
Un piano accessibile non dovrebbe essere collocato in un’area separata o percepito come una soluzione speciale. L’obiettivo è permettere alle persone di utilizzare gli stessi spazi con naturalezza.
I tavoli regolabili in altezza ampliano ulteriormente la fruibilità. Possono adattarsi a utenti con caratteristiche fisiche differenti, agevolare alcune persone con disabilità e consentire di alternare il lavoro seduto a quello in piedi.
Nelle postazioni sit-stand è opportuno considerare anche la stabilità alla massima altezza, la portata del sistema, la facilità di regolazione e la sicurezza dei cavi durante il movimento.
L’accessibilità non coincide quindi semplicemente con la presenza di un tavolo più basso o più alto: dipende dalla relazione tra piano, seduta, spazio sottostante, percorsi e modalità di utilizzo.
8. Scegliere colori e finiture senza creare affaticamento visivo
Nelle aree bambini il colore può aiutare a identificare le funzioni, rendere gli spazi più riconoscibili e creare un ambiente coinvolgente. Tavoli colorati possono quindi diventare parte del sistema di orientamento e dell’identità visiva della biblioteca.
Nelle sale studio e consultazione è invece preferibile privilegiare superfici opache, facilmente leggibili e coordinate con il progetto illuminotecnico.
Per le sale di consultazione la scelta più equilibrata è solitamente rappresentata da tonalità neutre, non eccessivamente chiare né molto scure, con finitura opaca o antiriflesso. È soprattutto importante evitare superfici lucide, perché riflessi e abbagliamento possono aumentare l’affaticamento durante l’uso dei monitor.
La finitura del tavolo deve essere valutata insieme all’illuminazione naturale e artificiale, alla posizione delle finestre, all’orientamento dei monitor e al colore delle altre superfici.
9. Verificare comfort acustico e disposizione dei tavoli
La forma e la posizione dei tavoli influenzano anche il comportamento acustico dello spazio.
Grandi tavoli condivisi favoriscono l’interazione, ma possono aumentare le conversazioni e la percezione del rumore. Le file di tavoli troppo ravvicinate moltiplicano invece il passaggio alle spalle degli utenti, creando distrazioni.
È quindi utile distinguere:
- zone silenziose per studio individuale;
- aree per il lavoro collaborativo;
- spazi per laboratori;
- postazioni informali;
- sale per corsi ed eventi.
Schermi divisori, pannelli fonoassorbenti, sedute rivestite, controsoffitti acustici e una corretta distanza tra i gruppi possono contribuire a migliorare la concentrazione. Il tavolo deve essere considerato parte di questo sistema, non un elemento isolato.
10. Richiedere CAM, certificazioni e documentazione tecnica
Negli affidamenti pubblici non è sufficiente che un tavolo venga genericamente definito sostenibile. Occorre richiedere documentazione verificabile e coerente con il capitolato.
I CAM per gli arredi interni sono stati adottati con il Decreto 23 giugno 2022 e riguardano la fornitura, il noleggio e l’estensione della vita utile degli arredi. Il decreto prende in considerazione aspetti quali materiali, sostanze, durabilità, disassemblabilità, imballaggi e documentazione ambientale. Decreto CAM arredi interni – Gazzetta Ufficiale
Prima dell’acquisto è opportuno richiedere:
- scheda tecnica completa;
- dichiarazioni e certificazioni previste dai CAM applicabili;
- prove di resistenza, stabilità e durabilità secondo le norme pertinenti alla tipologia e alla destinazione d’uso;
- documentazione relativa alle emissioni dei materiali;
- istruzioni per uso, pulizia e manutenzione;
- indicazioni sulla disponibilità di ricambi;
- documentazione relativa alla reazione al fuoco, quando richiesta;
- dichiarazioni del produttore e rapporti di prova rilasciati da laboratori qualificati, laddove previsti.
Non esiste una sola norma valida indistintamente per tutti i tavoli. Le norme da richiamare dipendono dalla destinazione d’uso: arredo scolastico, tavolo per collettività, postazione da ufficio, tavolo regolabile o prodotto destinato a un ambiente con requisiti specifici.
Anche la classe 1 di reazione al fuoco non deve essere indicata automaticamente per qualsiasi tavolo. Deve essere richiesta quando prevista dalla normativa applicabile, dalla strategia antincendio, dalla destinazione dell’edificio o dal capitolato. In quel caso è fondamentale verificare che la certificazione riguardi l’effettiva composizione del prodotto fornito, comprese finitura e supporto del piano, e non soltanto un materiale apparentemente analogo.
11. Valutare durata, manutenzione e possibilità di aggiornamento
Un tavolo destinato a una biblioteca viene utilizzato da molte persone, spostato, pulito frequentemente e sottoposto a sollecitazioni continue.
Prima della scelta è quindi utile verificare:
- resistenza del piano all’usura e ai liquidi;
- qualità dei bordi e degli angoli;
- stabilità della struttura;
- facilità di pulizia;
- possibilità di sostituire ruote, piedini o componenti;
- disponibilità di ricambi;
- possibilità di aggiungere prese o accessori;
- capacità di integrare nuovi moduli;
- semplicità di disassemblaggio a fine vita.
Un prodotto durevole riduce la necessità di sostituzioni, limita i disservizi e migliora la sostenibilità economica e ambientale dell’investimento.
12. Gli errori più comuni da evitare
Tra gli errori che compromettono più frequentemente la qualità del progetto rientrano:
- scegliere il tavolo prima di avere definito le attività;
- calcolare i posti considerando soltanto la lunghezza del piano;
- non prevedere lo spazio della sedia e dei percorsi;
- collocare gambe o traverse in corrispondenza delle postazioni;
- utilizzare tavoli profondi solo 60 cm per utenti contrapposti con notebook e libri;
- aggiungere le prese elettriche dopo avere definito il layout;
- scegliere tavoli su ruote senza verificarne stabilità e sistemi frenanti;
- utilizzare superfici lucide in presenza di monitor e forte illuminazione;
- creare una sola postazione accessibile, separata dalle altre;
- indicare genericamente “prodotto CAM” senza richiedere la documentazione prevista;
- richiedere la classe 1 senza precisare a quale componente e configurazione debba riferirsi;
- scegliere modelli particolari che non potranno essere integrati o sostituiti nel tempo.